PREMIO GRIFONE D’ACCIAIO 2020

Consegnati i Grifoni d’Acciaio 2020

Quest’anno il Grifone d’Acciaio è stato consegnato ai protagonisti della lotta contro l’epidemia che ha colpito gravemente Brescia e la sua provincia.
“Non poteva che essere così” – dice l’Ing. Natalino Affini ideatore del premio con Confartigianato di Brescia e Lombardia Orientale – “perchè abbiamo visto come un territorio sia capace di scendere in campo rimboccandosi le maniche per contrastare la devastazione di un virus letale e sconosciuto. Abbiamo visto tanta dignità e anche ferocia nella guerra al COVID 19 ed io mi sono sentito orgoglioso di essere accanto a queste persone splendide”. Un riconoscimento simbolico ai rappresentanti delle categorie più coinvolte quali la classe medica e imprenditoriale senza dimenticare il ruolo strategico degli organi di informazione che, infaticabili, si sono spesi in imprese concrete di aiuto.
Al Dottor Ottavio di Stefano – Presidente Ordine dei Medici Chirurgici e Odontoiatri della Provincia di Brescia – è stato consegnato il Grifone d’Acciaio quale premio simbolico dell’intero comparto medico bresciano. “Ricevo questo premio con orgoglio – dice il Dottor Ottavio di Stefano – a nome di tutti i medici, infermieri e tecnici di laboratorio. Come abbiamo reagito? Scoprendo i nostri limiti e anche le nostre doti. In due giorni abbiamo realizzato opere che normalmente avrebbero richiesto mesi. Da questa epidemia abbiamo scoperto qualcosa di importante: il valore del rapporto umano e il senso di comunità. Dobbiamo affrontare ancora grandi sfide, ma ci riusciremo solo se faremo una catena di collaborazione. Sarà l’unica strada per tener botta al “mostro”. Ricordiamo sempre le parole del grande Barnard: una catena misura le proprie forze solo dall’anello più debole.”

È stata poi la volta dell’Ingegner Cristian Fracassi, Ingegnere Edile- Architetto e Master in Economia e Sviluppo dell’idea di business, fondatore e CEO di Isinnova, che ha creato un brevetto in grado di salvare molte vite umane. L’intervento ha profondamente colpito la platea quale stupefacente esempio di genialità, competenza ed eccellenza italiana. “Nunzia Vallini ci chiamò dicendo che l’Ospedale di Chiari era rimasto senza valvole (mancavano 100 valvole) – racconta l’Ing. Fracassi – e che avevano avuto l’idea di stamparle con stampanti 3D. La mia azienda realizza spesso prototipi per numerose aziende proprio perchè siamo specializzati nella stampa 3D.  La realizzazione di queste valvole si è rivelata molto più complessa del previsto ma in un paio di giorni, lavorando giorno e notte, abbiamo consegnato il numero di valvole necessario. La stessa domenica sono stato contattato da un medico in pensione, il Dottor Renato Favero, che mi chiede un incontro immediato.
Ovviamente, essendo in lockdown, gli ho risposto che purtroppo nell’immediato non era possibile. Immaginate lo stupore quando il Dottor Favero mi disse: “Dobbiamo vederci subito perchè è importantissimo.” Così il lunedì mattina alle 8, con tutti i miei collaboratori riuniti, incontriamo in Isinnova il Dottor Favero che, in meno di due ore, ci fa una lezione di anatomia, ci spiega come funzionano i polmoni, gli alveoli e le nozioni di base sul funzionamento della terapia intensiva. Poi tira fuori da una borsa una maschera da snorkelling dicendo: “Secondo me a breve non verranno a mancare solo le valvole, ma anche le maschere. Voi siete degli ingegneri, siete inventori e quindi provate a modificare questo oggetto in una maschera respiratoria. Io vi ho dato le informazioni mediche che vi servono, ora la palla è vostra. In 8 ore il mio team progetta la prima valvola che abbiamo chiamato Charlotte, la stampiamo in 3D, richiamiamo l’Ospedale di Chiari chiedendo la disponibilità a testare il funzionamento della maschera. L’ospedale di Chiari la prova e dopo 3 giorni ci chiama dicendo che ne servivano circa 80. Un numero che per la nostra capacità produttiva era già consistente. La notizia si è diffusa in fretta e in 5 giorni siamo arrivati a più di 500 richieste.
Ovviamente, nonostante tutta la nostra buona volontà e capacità produttiva, siamo andati in crisi ma allo stesso tempo abbiamo avuto una grande intuizione: utilizzare la rete. Abbiamo quindi creato un sito, sapendo che molte persone avevano la possibilità di stampare in 3D, e reso disponibile a tutti il file per la realizzazione della valvola. In meno di una giornata ci sono arrivate circa 1300 valvole e poi il file ha continuato a girare arrivando a più di due milioni di download. Abbiamo anche ricevuto una mail da un medico brasiliano che diceva: “Grazie a voi, oggi 100 pazienti respirano”. Questa condivisione del file ci ha permesso di avere risultati in tempo zero e ad oggi sono state utilizzate più di 150.000 maschere, di cui 122.000 donate da Dechatlon. Questa è la storia e la dimostrazione dei risultati di un lavoro di gruppo. Sono anche molto onorato di essere stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica e, naturalmente, di questo Grifone d’Acciaio”. Un’esposizione semplice, ma di grandissimo spessore che conferma quanto talento abbiamo nella nostra città e quanto valore hanno i nostri giovani laureati e imprenditori.
Sono stati acquistati 35 letti di terapia intensiva, 122 ventilatori, 640 maschere, caschi e sistemi cpap, 10 ecografi, 100 sistemi di infusione a siringa, 20 pompe a siringa, 500 termometri infrarossi, 6.700 saturimetri, 500 maschere easy breath, 1.644.000 mascherine di tipo chirurgico, 20.000 visori e tanto altro ancora: questo è il risultato della raccolta voluta da Fondazione Comunità Bresciana e dal Giornale di Brescia per sostenere gli ospedali bresciani durante l’emergenza COVID. Capofila infaticabile e autorevole di questo progetto è stata senza dubbio Nunzia Vallini, Direttore del Giornale di Brescia, che si è prodigata per dare vita a una cordata di solidarietà tra istituzioni, associazioni di volontariato, imprese e cittadini privati. Il progetto AiutiAMObrescia ha raccolto oltre 18 milioni di euro. “È molto bello essere qui oggi a ricevere un Premio nato per premiare “i maturati” perchè questa epidemia ci ha fatto sentire come allievi della vita all’esame di maturità. – ha detto Nunzia Vallini – AiutiAMObrescia è un’esperienza straordinaria, un esempio di solidarietà umana in cui ognuno ha fatto la sua parte e lo ha fatto velocemente, concretamente ed efficacemente. Avere la capacità di fare significa rispondere a esigenze prima ospedaliere ma anche territoriali, non meno importanti. Cosa fa un giornale in questo caso? Mette a disposizione tutta la sua capacità di mediazione tra la richiesta di un bisogno e l’energia per soddisfare questo bisogno. Questo premio va, oltre a tutte le persone che si sono spese direttamente, ai 60.000 donatori anonimi, tenendo presente che il numero è ben più alto perchè noi tracciamo solo i versamenti in banca e sappiamo che spesso il versamento sottende una raccolta di gruppo. Grazie a queste persone è stato possibile affrontare l’emergenza, ma sarà anche possibile continuare ad aiutare il territorio per strutturarsi al meglio perchè la guerra non è ancora finita.”
Una sorpresa alla fine, voluta proprio dall’Ing. Affini: la consegna del Grifone d’Acciaio a Eugenio Massetti – Presidente di Confartigianato di Brescia e Lombardia Orientale – che fin dall’inizio e tuttora è in trincea per aiutare le imprese artigiane ad affrontare una crisi inimmaginabile con una forza e una tenacia davvero encomiabili. Il presidente Massetti ha ritirato il premio con evidente soddisfazione e ancora una volta non ha voluto smentirsi: “È una sfida che non potevamo prevedere, ma vi assicuro che la vinceremo e lo faremo insieme, con la determinazione di sempre.”
La giornata si chiude con l’intervento dell’artista Giacomo Filippini che quest’anno ha voluto un Grifone d’Acciaio particolarmente rappresentativo, protettivo ma anche proiettato verso il futuro che è tutto da scrivere.